No agli scialpinisti sulle piste da discesa: lo dice il regolamento

Capita spesso che gli scialpinisti si riversino sulle piste da discesa, anzi possiamo tranquillamente affermare che è proprio questo ciò che accade nella maggior parte dei casi. Il comprensorio di Valtorta-Piani di Bobbio dice no però agli scialpinisti, tramite le parole di Massimo Fossati che è il presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari di Lombardia nonché l’amministratore di Imprese turistiche barziesi, che gestisce il comprensorio in modo diretto. Il problema non è, come molte persone vogliono credere, che gli scialpinisti non pagano. Si tratta di un problema di sicurezza, molto più importante di mere entrate economiche. Inoltre è necessario ricordare che esiste al riguardo una normativa regionale, che si basa su una legge nazionale, che afferma che né gli scialpinisti, né ciaspolatori o persone a piedi devono essere presenti sulle piste, neanche a bordo pista.

Questo problema di sicurezza risulta particolarmente acuito durante il periodo in cui la neve scarseggia. Quando gli scialpinisti non riescono a trovare neve a sufficienza, si gettano sulle piste da discesa, dove la neve è sempre presente perché sparata dai cannoni in modo programmato. Ma quando la neve è programmata, il percorso di discesa risulta sempre più stretto rispetto a quando c’è la neve naturale, e la presenza di molti scialpinisti può rendere il tracciato quindi pericolosissimo: scialpinisti molto esperti che scendono a gran velocità possono infatti prendere in pieno, per sbaglio ovviamente, qualcuno che è meno esperto di loro, causando conseguenze molto gravi.

Infine si parla di sicurezza anche per gli scialpinisti stessi, soprattutto durante le ore notturne. Capita di frequente infatti che alcuni di loro decidano di sfruttare le piste da discesa quando gli impianti chiudono. Non infrangono le normative così e non mettono in pericolo la vita degli altri, ma non si rendono conto di mettere in pericolo la loro stessa vita. E anche questo è ovviamente inaccettabile. Non si rendono conto infatti che durante le ore notturne le piste da sci possono trasformarsi in veri e propri cantieri, con battipista e verricelli per sistemare i tracciati. Pensate a cosa potrebbe accadere se un verricello dovesse rompersi. L’autista saprebbe cosa fare per mettere in sicurezza se stesso. Ma se uno scialpinista dovesse passare proprio in quel momento? Potrebbe incorrere in un incidente anche molto grave, persino mortale.

Da quando gli impianti sciistici hanno aperto i battenti, le forze dell’ordine hanno cercato in ogni modo di far rispettare questa normativa, allontanando gli scialpinisti e qualsiasi altra persona trovata in pista senza gli sci ai piedi e avvertendo che in futuro sarà possibile incorrere anche in sanzioni. C’è chi crede che questo tipo di interventi sia eccessivo e che ci vorrebbe un po’ di tolleranza in più, ma c’è anche chi afferma che questi interventi sono invece più che giusti e necessari, per rendere le piste sicure per tutti. Il mondo dello sci insomma è diviso. I divieti, l’allontanamento dalla piste delle forze dell’ordine, la possibilità di incorrere in sanzioni, hanno sollevato le polemiche degli scialpinisti ovviamente che hanno richiesto dei percorsi alternativi. In alcune zone questi percorsi sono presenti ed effettivamente potrebbero essere una soluzione all’annoso problema.